Vista del paese di Cabia.

Cabia

La frazione di Cabia, le cui origini, storicamente documentate insieme agli altri paesi della valle del But, risalgono a cavallo tra il I ed il II secolo D.C., è situata su un promontorio ad un'altezza di 753m slm e raggiungibile tramite una comoda strada asfaltata, su un percorso di circa 3 Km che s’inerpica tra prati, boschi di castagni, faggi ed abeti, direttamente dal capoluogo Arta Terme (442m). La sua particolare posizione geografica, che gli consente di ricevere la luce del sole per tutto l'arco della giornata indipendentemente dalle stagioni, lo splendido panorama a cavallo fra la Valle di Incarojo e quella del But, ne fa uno dei luoghi più interessanti della zona. Da Cabia si possono osservare quasi completamente queste due vallate e le montagne che le circondano. Volgendo lo sguardo ad est si può osservare il complesso del monte Sernio (2187m), a sud il monte Amariana (1905m) e tutta la vallata Tolmezzina ed infine verso ovest-nord-ovest, si può osservare tutta la valle del But, attraversata dalla statale 52bis (antica via Claudia o Carnica) che da Tolmezzo porta fino al passo di Monte Croce Carnico (Julia Alpes), punteggiata dai suoi paesini e sullo sfondo l’imponente gruppo del Coglians (2780m) che, con la vicina creta da Cjanevate, forma il più imponente massiccio di tutta la catena carnica.E' un paese molto legato alle tradizioni; uno degli ultimi dove si può ancora osservare la tipica vita di un paesino carnico. Sicuramente una località che merita di essere visitata.

Vista da casa “Perìz"

Un pò di storia

Durante la fase di progettazione del sito si era pensato di includere una sezione riguardante la storia del nostro paese, dove poter inserire le origini del nostro paesino e tutti gli eventi storici che ci hanno interessato. Ma si è visto in seguito che è cosa molto complicata trovare materiale scritto che parli nello specifico di Cabia, si trova solo qualche accenno sui libri che trattano la storia della Carnia in generale.Comunque la nostra idea non è tramontata e di seguito vogliamo inserire quelle poche conoscenze che siamo riusciti a reperire, o dai libri di cui abbiamo parlato in precedenza, o dai racconti degli anziani per quanto riguarda la storia più recente, lasciando naturalmente questa sezione aperta ad eventuali aggiornamenti futuri.Parliamo innanzitutto dell’origine di questo nome. Le nostre informazioni derivano da un libro della Società Filologica Friulana dedicato all’onomastica e alla etimologia delle parole e dei termini friulani, riferiti anche ai nomi delle località. Secondo tale libro il nome Cabia deriva dal termine “Cavea”, di origine tardo romana, che voleva dire incavo, spiano incassato. Nel nostro caso questo nome è stato dato per la particolare posizione di Cabia, che è raccolta in un luogo protetto da nord e affacciato sulle valli circostanti. Per quanto riguarda le origini le informazioni sono poche. Quanto andremo a scrivere in seguito viene ricavato da un libro, “Guida della Carnia e del Canal del Ferro”, di Giovanni Marinelli, nuova edizione a cura di Michele Gortani, Tolmezzo Stab. Tip. Carnia, 1924-1925. Di Cabia si parla alle pagine 421-422:“Si sale per una mulattiera trasformata in carrareccia, che parte a levante del caseggiato (riferimento ad Arta) e rimonta lentamente la costa, finchè attraverso bei prati e frutteti in meno di un’ora si tocca Cabia. E’ un paese rammentato già in documenti del XIII° secolo, sito in posizione bellissima e sopra un verde terrazzo a cavaliere delle valli del But e del Chiarsò, celebrato per le ciliegie e l’acquavite di prugne (sliwovitz). Vi sono bei tipi di case antiche e nella chiesa spicca la buona pala di San Gottardo dipinta dal Grassi”Altre informazioni riguardano il periodo della prima guerra mondiale (1915-1917). Infatti in località “Sominclap”, sulla montagna che sovrasta Cabia, “Cjagnon”, era stata installata una prima rudimentale batteria antiaerea che serviva ad intercettare i primi aerei austriaci che puntavano a bombardare Tolmezzo. A Cabia era stato collocato un luogo (leggi osteria) in cui rinfocillare i militari che erano di servizio nella stessa batteria antiaerea.Per ora le nostre informazioni si fermano qua, speriamo in futuro di poter arricchire anche questa sezione con altri particolari.

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